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disfunzioni atm e postura, il nostro metodo

Che cos’è l’ATM?
È l’articolazione temporo mandibolare (vedi foto). La nostra mandibola si connette alle ossa del cranio per mezzo di questa articolazione che si può facilmente localizzare appoggiando le mani ai lati del viso, davanti alle orecchie. Durante l’apertura della bocca si sente il movimento della mandibola.
Capita di soffrire di dolori alla testa, alle orecchie, soffrire di tensioni muscolari , dolori alla schiena e la causa di tutto ciò può esser una disfunzione dell’atm o più precisamente potrebbe trattarsi di disturbi cranio cervico mandibolari (DCCM).
Questa piccola articolazione è sottoposta a grandi sforzi dati da un’enorme attività della bocca soprattutto durante la masticazione oppure alla tensione accumulata in spasmo o posizione errata dell’articolazione durante la notte ed il giorno (es. bruxismo). Oltre ad un errato combaciamento dei denti , le disfunzioni della atm possono derivare da traumi (es. colpo di frusta) ma anche disturbi della visione che possono alterare la masticazione e la funzione della mandibola.
Nella fase acuta dei DCCM si deve adottare la dieta soffice per alcune settimane per alleviare il dolore, evitare di masticare le gomme, fare esercizi di stretching e rilassamento dei muscoli articolari . È sempre consigliabile un approccio multifattoriale (dentista, osteopata, logopedista) per poter arrivare alla radice del problema e risolvere precocemente evitando fastidiose recidive.
Le disfunzioni dell’ATM hanno una forte correlazione con la postura; un’alterazione dei muscoli del collo e dei muscoli masticatori va ad alterare di conseguenza la dinamica dell’articolazione mandibolare che a sua volta si ripercuote sulla muscolatura di tutto il rachide.È necessario, quindi, eseguire una visita gnatologica e posturale per poter risolvere il problema riequilibrando il tono muscolare. In primis è necessario rieducare la cinetica della mandibola che porta ad una maggiore stabilità articolare e successivamente si mira al riequilibrio della funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico grazie alla ginnastica posturale. A volte sono necessari anche esercizi logopedici per ripristinare la corretta funzionalità.
La valutazione gnatologica viene sempre più richiesta prima di terapie ortodontiche o grosse riabilitazioni protesiche. Questa materia si basa, innanzitutto, su di una diagnostica raffinata, che utilizza strumenti che permettono l’inquadramento del paziente, una fotografia della situazione neuromuscolare che è resa possibile grazie dall’utilizzo di efficaci mezzi e conoscenze. Vengono a tale scopo utilizzati: Elettromiografo, TENS, pedana stabilometrica.
TENS: l’elettrostimolazione a basso voltaggio del V paio di nervi cranici (o meglio, della componente motoria del nervo mandibolare) permette, da una parte, di resettare lo stato di affaticamento della muscolatura masticatoria, riportandone le fibre ad una lunghezza prossima a quella ottimale e, dall’altra, induce la mandibola a compiere un movimento, dato dalla simultanea contrazione delle coppie muscolari.
La TENS si interfaccia con l’EMG (che misura lo stato di contrazione dei muscoli masticatori) e risulta indispensabile all’individuazione della posizione miocentrica, ossia lo status occlusale derivante esclusivamente dalla lunghezza dei muscoli.
Pedana stabilometrica: i disordini dell’ATM possono rientrare in quadri più ampi, meritevoli di approfondita analisi posturologica. La pedana è uno degli strumenti con cui tale indagine può essere condotta. Esiste, da questo punto, una concordanza sui benefici dati dall’utilizzo di dispositivi intraorali (siano essi semplici bite,che ortotici). In alcuni rari casi, dopo una mancata remissione, si ricorrerà a terapie via via più invasive, che vanno dalla coronoplastica di determinati elementi dentari (unica potenziale alternativa alla placca occlusale, laddove non si riesca ad ottenere lo spazio necessario a posizionare quest’ultima), fino alla chirurgia dell’ATM(artrocentesi a due vie o artroscopia) nei casi di locking del menisco ad esempio.
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